La domanda dell'educazione

Quando si guarda un ragazzo, un figlio, uno studente far qualcosa e nasce la domanda «Che male c’è?» vuol dire che ormai educativamente siamo finiti, morti. La domanda dell’educazione non è «Che male c’è?» ma "Che bene c’è?". E allora, il novanta per cento delle volte si scopre che ci sarebbe qualcosa di meglio da offrire al figlio o allo studente, e comunque sei tu il protagonista dell’educazione e non le cose che si fanno o che si hanno o peggio ancora la televisione. La domanda «Che male c’è?» suppone che si arretra e fa venire avanti le cose che si fanno, fine a se stesse, e che siano queste a decidere del figlio o dello studente. La domanda deve sempre essere «Che bene c’è?». Che bene c’è in questo momento, per questo figlio? Per questo ragazzo? Per il suo bene, che cosa posso affermare, che cosa posso dire?

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